Pseudopythagorica Ethica. I trattati morali di Archita, Metopo, Teage, a cura di Eurifamo
Sotto il nome di Pitagora e di antichi pitagorici circolava nell’antichità un gran numero di falsificazioni, la cui collocazione cronologica e geografica è ancora incerta. Lungi dall’essere un puro jeu d’esprit, gli apocrifi etici, qui per la prima volta tradotti e commentati, presentano molteplici motivi di interesse per la storiografia filosofica. In essi è infatti possibile cogliere echi del dibattito dottrinale tra le scuole filosofiche di età ellenistica, incentrato sui grandi temi dell’etica. Dottrine proprie della tradizione del platonismo e propugnate dalle scuole dell’epoca acquistano, sotto il nome di esponenti dell’antica scuola italica, un ulteriore crisma di autorità. Le falsificazioni servono pertanto una causa ideale, istituendo, secondo un costume originato nell’antica Accademia, una continuità filosofica tra pitagorismo e platonismo



