Le prime traduzioni della “Monadologie” di Leibniz (1720-1721).
Il volume è dedicato allo studio delle due traduzioni, tedesca e latina, che per oltre un secolo fecero circolare il celebre testo leibniziano, rimasto inedito fino al 1840. La prima parte del volume si compone di due saggi: il primo, di Antonio Lamarra, indaga la complessa storia del testo originario e della sua ricezione attraverso le traduzioni, mostrando tra l’altro che la versione latina, considerata finora anonima, fu redatta in realtà da Chr. Wolff; nel secondo saggio Roberto Palaia e Pietro Pimpinella si concentrano sull’aspetto terminologico e linguistico delle due traduzioni settecentesche, ma in particolare di quella tedesca, in relazione alla formazione e allo sviluppo del linguaggio filosofico moderno. Nella seconda parte del volume vengono proposti una sinossi del testo originale leibniziano e delle sue traduzioni, ottenuta mediante una preliminare scansione in pericopi, e le concordanze contrastive, che ne mettono a confronto i contesti e la terminologia filosofica, a partire dalla indicizzazione del testo francese. Il volume è aperto da una prefazione di André Robinet, curatore dell’edizione critica dell’opera e decano degli studiosi leibniziani



