Filosofia, grammatica e retorica nel pensiero antico
Il volume contiene — rielaborati e collegati da opportuni raccordi — una serie di saggi, alcuni dei quali inediti, che l’autore ha dedicato negli ultimi quindici anni alle teorie del linguaggio nel mondo antico. La raccolta si apre con una discussione dell’analogia strutturale tra il corpo umano e la proposizione nella cultura greca arcaica: così come il corpo è concepito quale giuntura e organizzazione di parti, il linguaggio viene configurato come articolazione di elementi, intuiti nella loro connessione. L’autore dedica poi un’ampia analisi alle dottrine esposte da Platone nel Cratilo e da Aristotele nella Poetica relativamente alle lettere e alle sillabe. Ad Aristotele sono dedicati anche i cinque successivi capitoli, che vertono sulla dottrina degli stoikheia, sul semplice e sul complesso, sui casi e sui nomi indefiniti, sulla natura del discorso e sulle categorie. Nei saggi che seguono, l’autore estende la sua trattazione alla retorica antica, discutendo tra l’altro le teorie di Dionisio Trace, Varrone, Lucilio. Il volume si chiude con un capitolo dedicato a Dante, in cui si dimostrano ancora presenti le tracce delle dottrine sul linguaggio elaborate dal pensiero antico. Seguono tre indici: dei nomi degli autori moderni, delle fonti, dei termini e delle nozioni esaminate



