Socratis et Socraticorum Reliquiae.
La necessità di una raccolta delle testimonianze antiche su Socrate e le cosiddette «scuole socratiche» si è venuta sempre più imponendo, a mano a mano che il progresso degli studi ha messo in luce la precarietà delle tradizioni storiografiche che apparivano più consolidate. Di qui l’idea di un corpus completo (per quanto possibile) del «socratismo», che, accanto a ciò che gli antichi – ad eccezione, naturalmente, di Platone, di Senofonte e delle Nuvole di Aristofane – ci testimoniano di Socrate (ed è la prima volta che una tale raccolta viene tentata), collocasse le fonti relative a Eschine, Euclide, Fedone, Aristippo e Antistene e a tutti gli altri esponenti di quelle scuole che con essi furono collegate (e la raccolta delle fonti antiche per molti di questi esponenti, a cominciare da Diogene cinico, è qui presentata per la prima volta). Questa raccolta delle fonti antiche nei primi tre volumi (e nel terzo trovano posto anche la bibliografia aggiornata e gli indici) e le note nel quarto volume intendono dunque costituire un contributo sia all’approfondimento della vexata quaestio socratica sia ad una migliore comprensione del «socratismo» di coloro che furono considerati i «discepoli» più immediati di Socrate, con riflessi di notevole interesse anche nell’interpretazione del maggiore tra i «socratici» , e cioè Platone, e delle grandi scuole dell’età ellenistica



