Mathesis universalis. Genesi di un’idea nel XVI secolo
Partendo dalla nozione cartesiana di “mathesis universalis” — idea di una scienza matematica generale “quae id omne explicet, quod circa ordinem et mensuram nulli speciali materiae addictam quaeri potest” — l’autore ne rintraccia le premesse nell’ambito del pensiero matematico del XVI secolo, mostrando come — sulla base di motivi già presenti negli Analitici posteriori di Aristotele, negli Elementi di Euclide e nel Commento di Proclo al primo libro degli Elementi di Euclide — autori quali Alessandro Piccolomini, Pietro Ramo, Corrado Dasipodio, Adriaan Van Roomen e John Henry Alsted giungano a formulare la nozione dell’essenziale unità di tutte le scienze matematiche. Così, sia pure in forma problematica e fra incertezze e oscillazioni, alla nozione di “mathesis universa”, usata per designare le matematiche in quanto tradizionalmente unite nel “quadrivium”, il XVI secolo affianca quella di “mathesis universalis”, concetto di una disciplina specifica che ne indaga il fondamento comune, identificato con la quantità. I testi fondamentali degli autori sopra citati sono riportati in una serie di appendici alla fine del volume. Completa il libro un ampio indice terminologico



