Le analisi del linguaggio morale. “Buono” e “dovere” nella filosofia inglese dal 1903 al 1965
Il volume si propone di tracciare la storia della filosofia morale inglese del XX secolo illustrando le analisi delle nozioni di “good” e “duty” svolte da Moore, Ross, Ewing, Ayer, Stevenson, Toulmin, Hare, Nowell-Smith e altri filosofi anglosassoni. Esso ripercorre quindi i vari sviluppi del movimento analitico inglese; dai tentativi degli intuizionisti e degli emozionalisti di fare luce sui contenuti della terminologia etica — riconnettendone i contenuti ora a una serie di fatti o proprietà autoevidenti, ora a determinate emozioni e inclinazioni sentimentali –, fino all’apparizione, con Wittgenstein, di un nuovo criterio analitico, basato non più sulla ricerca di una loro fondazione semantica nell’ambito delle proprietà naturali e/o non naturali, bensì sullo studio delle loro regole d’uso e della loro funzione nel contesto del discorso. Il volume è completato da un ampio indice che si estende, oltre “good” e “duty”, ad altri specifici termini del lessico dell’etica



